I software che uso ogni giorno sono gli stessi di tantissimi altri designer. La differenza la fa il modo in cui li metto al servizio di un messaggio.

Per la grafica statica lavoro con Adobe Illustrator e Photoshop; per reel e video brevi uso After Effects e Premiere Pro. Sono strumenti che permettono di lavorare con livelli, effetti e animazioni, ma da soli non bastano: serve sapere cosa deve restare in testa a chi guarda per pochi secondi.

Quando il tema è delicato

Le campagne sociali che realizzo affrontano spesso temi pesanti: violenza di genere, guerra, dipendenze, ansia da prestazione, abbandono degli animali. In questi casi la priorità non è la decorazione, ma la leggibilità del messaggio e il rispetto di chi quel tema lo vive direttamente.

Dagli strumenti al risultato: "Rompiamo il silenzio"

Per il poster contro la violenza sulle donne — costruito in Illustrator — il lavoro vero è stato scegliere cosa togliere: una palette ridotta, una gerarchia tipografica netta tra titolo, messaggio e numero di riferimento, nessun elemento decorativo che distragga da ciò che conta. Lo stesso approccio guida poster come "La guerra non è lontana" o "Sempre connessi": pochi elementi, un messaggio solo, nessuna ambiguità.

Organizzazione e verifica

Per pianificare i contenuti uso calendari editoriali e strumenti di project management; per prototipi rapidi, soprattutto in fase di confronto con un cliente, anche piattaforme online più immediate come Canva. A campagna pubblicata, gli insights delle piattaforme social aiutano a capire cosa ha funzionato davvero — non per inseguire i numeri, ma per migliorare la prossima grafica.

Puoi vedere altri esempi di questo approccio nella sezione Campagne sociali del portfolio.

Lo strumento giusto è quello che si dimentica, lasciando solo il messaggio.